Persone e animali – cavalli, muli, asini e cani – di fronte alle ‘diavolerie’ della modernità di fine Ottocento: i tram, gli omnibus, le biciclette.
Negli ultimi anni dell’Ottocento tram, omnibus e biciclette transitavano giornalmente lungo le strade e anche nei centri abitati. In Valdinievole il tram arrivò però nel 1907.
Se carrozze, carrozzelle e lenti barrocci trainati da cavalli non avevano, se non raramente, provocato qualche investimento di pedoni, che erano i veri padroni delle vie urbane, l’avvento di tram, omnibus e velocipedi, che alcuni vedevano come ‘diavolerie’ della modernità, dette luogo a ripetuti incidenti.
Inoltre, molti animali – cavalli, muli, asini e cani – s’adombravano allorché un tram o un velocipede gli sfrecciava accanto e s’imbizzarrivano creando talvolta situazioni pericolose. Si hanno ripetute notizie di incidenti che coinvolsero persone per il passaggio dei tram nei centri abitati e per il sempre più cospicuo transito di velocipedi. Le biciclette che sfrecciavano a velocità folli per quel tempo causarono anche nei primi decenni del Novecento una grande quantità di investimenti di persone e provocarono molti impennamenti di animali ( nda in un prossimo articolo parlerò proprio di questo).
Un brutto incidente accadde nel 1891, dovuto proprio a un tram che spaventò un cavallo da tiro.
Un mercoledì, il vetturino Luigi Taddei di Borgo a Buggiano si recò a Lucca con la propria “vettura”, cioè con un carro adibito al trasporto. Alla dogana fu fermato e i doganieri gli chiesero se “sul legno” portasse merci sottopposte a dazio; rispose di no e avanzò oltre la linea di un tram che era fermo nei pressi e che doveva partire in direzione di Ponte a Moriano. Gli addetti alla dogana si accorsero però che nella cassetta posteriore del carro si trovavano generi per i quali era dovuta la tassa doganale e perciò invitarono immediatamente il Taddei a fermarsi. Il vetturino scese e cercò in qualche modo di giustificarsi, pregando che non gli venisse fatta pagare la multa in quanto avrebbe subito soddisfatto il pagamento; si diresse quindi verso l’edificio doganale per versare la quota di dazio alla quale aveva cercato di sottrarsi.
Fin qui tutto bene.
Del resto i tentativi di eludere le gabelle doganali dovevano essere all’ordine del giorno, per cui il Taddei sperava di cavarsela solo con una bella lavata di capo.
In quel momento però il tram emise il fischio di partenza.
Taddei, sapendo che il suo animale era molto pauroso, si voltò e corse subito per tranquillizzarlo con l’intento di afferrarlo per la testa e impedirgli di combinare qualche guaio. Ma il tram, che si era già mosso, lo investì e rimase orribilmente sfracellato sotto le sue ruote.
La notizia giunse ben presto a Borgo a Buggiano, impressionando tutto il paese: una morte così raccapricciante avvenuta per un semplice tentativo di eludere il dazio doganale! Un periodico della Valdinievole, L’Imparziale, nel n. 26 del 3 luglio raccontò ai propri lettori questo tragico fatto e raccogliendo le voci paesane addossò la responsabilità alla scarsa vigilanza dei guardiani.
Ma questo brutto incidente era solo un segno di una modernità che incrociava un mondo per certi versi ancora antico.



